BIT Milano: il futuro del turismo e l’esempio di TikTok

C’è molta voglia di tornare a viaggiare, in Italia e nel mondo. Lo abbiamo visto nel 2022 e questo 2023 sarà un anno decisivo. Secondo il Barometro UNWTO, il numero di viaggiatori internazionali è raddoppiato nel 2022 (oltre 900 milioni). L’Europa si conferma tra le destinazioni preferite dai viaggiatori mondiali e ha infatti già raggiunto quasi l’80% dei livelli pre-pandemia, accogliendo 585 milioni di arrivi, uno scenario in cui anche l’Italia conferma l’andamento assolutamente positivo.

Tutto questo si è visto, in modo palpabile, al BIT Milano 2023, che abbiamo visitato nei giorni scorsi. Una vetrina imprescindibile del turismo, uno degli ambiti privilegiati di CP+, nella quale abbiamo trovato molti spunti e similitudini in ciò che quotidianamente studiamo come società di comunicazione: le aspettative elevate dell’utente per ogni esperienza, anche digitale, nel viaggio, nel turismo, food&wine e molto altro; l’evoluzione dell’offerta in ogni punto della “customer journey”. Il digitale, sicuramente, è il campo di gioco più importante e decisivo: ha cambiato completamente il business e ha cambiato anche il turista. L’industry vuole capire la tendenza delle destinazioni, migliorare le tempistiche di risposta tecnologica fino ad azzerarle, rispondere in modo moderno alle abitudini di usabilità delle piattaforme che usiamo ogni giorno.

Per questo ci è piaciuto il panel L’esperienza digitale nel viaggio (https://bit.fieramilano.it/eventi/l-esperienza-digitale-nel-viaggio.html) , dove diversi addetti del settore hanno raccontato il loro punto di vista sull’evoluzione delle esperienze personalizzate, la tecnologia, l’ibridazione con le esperienze social e quanto queste rappresentano un’opportunità per gli operatori.

Ci ha divertito e stimolato specialmente l’incontro con Francesco Sommariva, Director of Growth Partnerships di TikTok Italy, che sulla domanda delle domande, cioè come l’industria del viaggio – che vent’anni fa ha portato alle masse l’e-commerce, va ricordato – possa nuovamente essere supportata nella prossima sfida tecnologica: costruire due esperienze, quella pre–viaggio e quella del viaggio stesso. Tik Tok ha certamente due assi nella manica: un’enorme percezione visibile di come viene vissuto il viaggio, e la capacità di trasformare queste emozioni in trend che a loro volta possono diventare stimoli all’acquisto.

Non abbiamo resistito dal porgli così un paio di domande subito dopo il convegno.

Gli hashtag legate ai viaggi sono enormi: #travel ha 125 miliardi di visualizzazioni, #viaggio un miliardo. Tik Tok influenza il mondo dei viaggi quanto quello musicale, le statistiche non mentono, certi viaggi “vivono” solo lì. Tutto questo tempo speso, questa audience, come può essere sfruttata lato business?

Sta emergendo fortemente quanto questa piattaforma sia trasversale alle generazioni, a differenza di come veniva considerata qualche tempo fa, e crossmediale. La generazione T ha sviluppato un potere del video e del suono all’interno del mobile, senza dubbio, ora le aziende grandi e piccole – che siano all’interno del settore turismo, ma anche in altri settori – hanno già iniziato a sfruttare la piattaforma. Direi di più: si sono buttate, hanno imparato, hanno cominciato a creare video; la vedono come un’opportunità per creare una vetrina che gli permetta di far ascoltare le proprie storie, di differenziarsi, di parlare dei propri servizi. Abbiamo notato che piccole o grandi aziende al momento conta relativamente. Non è un caso che le aziende di tutte le tipologie utilizzino Tik Tok nel marketing mix.

L’esperienza del viaggio è centrale in Tik Tok, si sta formando un linguaggio narrativo proprio? 

Tutti gli aspetti del viaggio emergono nei video di Tik Tok e lì emergono con il linguaggio nativo della piattaforma che è quello dei creator. Parlano in maniera chiara, in maniera diretta, è praticamente doveroso mettere la faccia di fronte alla raccomandazione per una certa esperienza, le idee, essere fonte di ispirazioni. Nel convegno si è ribadito un concetto che approvo: il turismo è un prodotto molto speciale, contiene molte emozioni. Bisogna investire nel comunicare, far vivere l’esperienza, oggi tantissimo sullo smartphone.

Tik Tok potrebbe avere bisogno di raffinare questo strumento, creare prodotti appositi, lavorare per esempio con gli operatori sulle conversazioni? Oppure va già bene così?

In realtà, a questa domanda non posso che rispondere puntando l’attenzione sul fatto che Tik Tok ha una suite di prodotti, che sono proprio quelli di advertising, e che vanno a soddisfare tutte le esigenze degli inserzionisti. La piattaforma deve mostrare, e lo fa, di generare conoscenza del brand, devono generare intento all’acquisto e poi generare l’acquisto. Quindi da tutti i punti di vista, l’idea è di essere una piattaforma a 360 gradi che permette di raggiungere tutti gli obiettivi, da tutte le parti, alte e basse, del funnel.

 

Marco Viviani